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Tavolo per due, #5 | "Inganno e Riscatto" di Sagara Lux


Ciao lettori! 
Oggi dopo mesi di inattività torna la rubrica Tavolo per due, in collaborazione con Sofia di Mille splendidi libri. Questa volta la scelta del genere letterario è ricaduta su di me e ho scelto qualcosa che mi ha “costretta” ad uscire dalla mia comfort zone: dark romance. Se navigate da qualche tempo in questa acque sapete perfettamente cosa ne penso di questo genere e che non è uno dei miei preferiti.
Il libro scelto per questo appuntamento è Inganno e Riscatto di Sagara Lux. Libro unico di una duologia iniziata qualche anno fa e che non avevo ancora concluso. 


Inganno e Riscatto (Broken Souls, 2-3)
di Sagara Lux
Self Publishing
€ 4,99 (ebook)
Amazon | Goodreads
Uscito il 21 settembre 2016
Quando Iryna si ritrova con una pistola puntata alla tempia e l'uomo che ha tradito davanti agli occhi, sa che il prezzo da pagare per salvarsi sarà altissimo.
Genz è diverso dagli uomini che ha incontrato finora. Sul volto e sul corpo porta i segni di un passato doloroso, oltre che delle scelte che lo hanno fatto divenire il mostro che è.
Mentire, ingannare, tradire... Quando a essere in gioco è qualcosa di ancora più prezioso della vita, nulla pare essere abbastanza.
Tra complotti, segreti, vendette e passioni, capire cosa è giusto appare impossibile.
Ognuno vuole qualcosa. Libertà. Giustizia. Potere. Riscatto.
Chi sarà disposto a rischiare tutto pur di ottenerlo? 


Assolutamente no! Ho letto forse una decina di libri appartenenti a questo filone letterario e, a dire la verità, Sagara è l'autrice di cui ho letto più libri. Ed è sempre stata una certezza. 
Ciò che sicuramente mi ha conquistata è stata la scelta di non inserire alcuni classici cliché e di aver reso quasi leggera la violenza. Ci sono scene di forte impatto emotivo e la violenza, soprattutto fisica, è sempre ben presente, ma quasi mai (e solo in maniera soft) tra i due protagonisti. 


E a proposito di loro... Quando ho iniziato il libro sinceramente non credevo che Genz e Iryna mi sarebbero potuti piacere tanto.
BUGIARDA
Sapevo che Genz mi sarebbe piaciuto un sacco perché i personaggi come lui sono il mio guilty pleasure. I classici uomini da cui nella vita reale scapperei a gambe levate, ma che nei libri mi fanno battere il cuore e venire gli occhi dolci. Ma che comunque mi fanno incavolare per i loro modi brutali e le loro pessime uscite. 
Genz è un trafficante di droga ed è a capo di buona parte della malavita della città. Iryna è una giovane donna costretta a vendere il proprio corpo per sopravvivere.
Due personaggi hanne un passato complesso sulle spalle che li ha portati a non fidarsi di nessuno e a far pagare a caro prezzo un tradimento. Perché chi lo fa una volta, lo fa sempre. E sarà proprio un tradimento, causato dai segreti di Genz e dalla missione di Iryna, che li porterà a combattere una guerra di sguardi, silenzi e parole.
Loro due mi sono piaciuti, molto più insieme che da soli; forse perché sono entrambi forti e combattivi e cercano di prevaricare sull'altro. Ciò che ne viene fuori sono dei battibecchi un tantino divertenti.
Di personaggi secondari ce ne sono diversi e ognuno ha un suo ruolo. 




Il punto di forza di questo libro sono senz'altro i protagonisti. Non ce ne è, sono loro, tutti loro, che tengono in piedi il tutto è fanno appassionare. Poi ci sono gli intrighi e i tradimenti e il fatto che questo libro ha una tema di fondo bella solida. Non è solo una storia d'amore o di droga, ma è un mix delle due e tutto è sapientemente dosato. Ciò che non mi è piaciuto, oltre alle classiche scelte dei personaggo, sono solo due cose. La prima è il POV di una terza persona, interna ed esterna alle vicende. So che c'è un perché della sua esistenza ma non l'ho comunque un granché apprezzato. La seconda cosa è una verità che si scoprirà verso la conclusione che mi è parsa un po' forzata. Mi sarebbe piaciuto magari saperne di più.
Tutto sommato però sono davvero cosine che non tolgono bellezza al romanzo.  

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Cosa ne pensate del mio pensiero? Avete letto il libro e siete d'accordo con me oppure avete avuto un'altra impressione? 
Fatemi sapere, 
Leen 

Tavolo per due, #4 | "L'accademia del Bene e del Male" di Soman Chainani

Ciao lettori!
Oggi torna un nuovo appuntamento con la rubrica Tavolo per due, in collaborazione con Mille Splendidi Libri. La scelta del genere del mese è ricaduta su Sofia che mi ha sorpreso moltissimo con la decisione di leggere un romanzo fiabesco. 
Inizialmente sono andata un attimo nel panico perché non sapevo proprio che cosa avrei potuto leggere e quindi sono andata a spulciare qualche titolo su google. Non mi ha affatto aiutato - dovreste provare a vedere cosa vi esce fuori! - ma ho comunque scovato un titolo nella mia tbr infinita che faceva proprio al caso mio. 






L'accademia del Bene e del Male (The School for Good and Evil, #1)
di Soman Chainani
Mondadori
€ 4,99 (ebook) € 11,50 (cartaceo)
Amazon | Goodreads
Uscito il 3 marzo 2015
Dentro la foresta primordiale c'è un'accademia del bene e del male.
Ci sono due castelli, due teste gemelle: uno benigno e l'altro maligno.
Prova a fuggire: le vie son bloccate.
L'unica uscita è una storia di fate. 

Sophie e Agatha sono da sempre amiche del cuore e non vedono l'ora di scoprire cosa significhi studiare nella leggendaria Accademia del Bene e del Male, dove ragazze e ragazzi normali vengono preparati a diventare gli eroi e i cattivi delle fiabe. Con i suoi eleganti abiti rosa, le scarpette di cristallo e la passione per le buone azioni, Sophie sa che otterrà ottimi voti nella Scuola del Bene. Agatha invece, con i vestiti neri e informi e il carattere scontroso sembra una perfetta candidata per la Scuola del Male. Quando arrivano all'Accademia le due ragazze fanno una scoperta sorprendente: Sophie finisce nella Scuola del Male a seguire lezioni di Imbruttimento, Trappole mortali e Storia della Cattiveria, mentre Agatha si ritrova nella Scuola del Bene, a lezione di Etichetta principesca. Si tratta di un errore? O forse il loro autentico carattere è diverso da ciò che tutti credono? Per Sophie e Agatha comincia un viaggio in un mondo straordinario, dove l'unico modo per uscire dalla fiaba è viverne una fino alla fine.


No, questo non è assolutamente un genere letterario che leggo molto. Anzi, se proprio devo essere sincera, e devo esserlo, si possono contare sulle dita di una mano i libri fiabeschi che ho letto in tutta la mia vita. 
L'accademia del Bene e del Male ha tutti gli elementi fiabeschi che potrebbero venire in mente: ci sono da una parte i buoni (i Sempre) e dall'altra i cattivi (i Mai), ci sono gli animali parlanti e spaventosi, ci sono le fate, c'è una foresta proibita e spaventosa, c'è un Gran Maestro che non si sa se sia il cattivo della situazione o faccia parte dei buoni. 
Ciò che mi ha conquistata di più è sicuramente l'ambientazione e tutti i vari riferimenti alle fiabe. Ciò che invece non mi è piaciuto proprio è l'evoluzione che l'autore ha voluto dare a certi personaggi - ad uno in particolare - e il finale. 
Mi ha lasciata un po' stranita. 


Inizialmente, quando ancora leggere questo libro era soltanto un'intenzione, avevo la vaga sensazione che avrei adorato Aghata mentre con Sophie avrei avuto un rapporto molto contrastante. Mai cosa fu più sbagliata. 
Aghata inizialmente mi è piaciuta abbastanza, soprattutto quando dimostra ampiamente quanto tiene a Sophie e alla sua amicizia, ma più la storia andava avanti, più il suo personaggio ha iniziato un tantino ad infastidirmi. Ad Aghata il mondo fiabesco non piace e vorrebbe tornare a casa e, okay, lo capisco, dopotutto è una sua scelta, ma perché trascinarsi dietro anche Sophie quando è cristallino che quella è la vita che lei vuole vivere? Anche se le cose non sono affatto andate come la sua amica voleva? 
Sophie vuole quel mondo, si sente di appartenere a quell'universo e vuole il suo lieto fine, ed Aghata lo ha sempre saputo, quindi non mi è piaciuto proprio il suo cercare di obbligare l'amica a fare qualcosa che non voleva. L'ho trovato in un certo senso abbastanza egoista.
E sì, lo so perfettamente che nessuno si sarebbe mai immaginato l'aggettivo 'egoista' accostato ad Aghata perché comunque tutto ciò che fa, almeno nella prima parte della storia, lo fa perché pensa di fare del bene alla sua amica. Tuttavia, questo suo incessante bisogno di proteggerla e di spingerla a fare qualcosa che in verità non vuole fare, non mi è piaciuto proprio. 
D'altra parte se Sophie mi è piaciuta tantissimo all'inizio del libro e praticamente per tutta la storia, sul finale mi è un po' scaduta. Speravo davvero che l'evoluzione del suo personaggio fosse positiva e che il suo essere una brava persona (perché infondo lo è anche lei) uscisse fuori, invece l'autore ha scelto di renderla più infantile ed egoista di quello che in realtà è sempre stata. Sì, Sophie ha sempre pensato a se stessa e ha messo i suoi bisogni e desideri davanti agli altri, davanti al padre che la voleva a casa al sicuro con lui e davanti ad Aghata che voleva lo stesso, ma prima di criticarla tanto bisognerebbe ricordarsi che Sophie non ha mai nascosto ciò che voleva. Lei voleva andarsene da casa sua, realizzare un sogno e vivere la storia della sua vita. Più che una personalità egoista, io penso che sia semplicemente molto ostinata. E che non guarda in faccia niente e nessuno per i suoi sogni e desideri. 
In più, non ha mai avuto nessuno che la capisse e che appoggiasse le sue scelte. Nemmeno la sua migliore amica. 
Per quanto riguarda i personaggi secondari, invece, mi sono piaciuti quasi tutti. Ho apprezzato tantissimo le tre compagne di stanza di Sophie e mi è piaciuto molto, anche se si è visto molto poco in questo primo libro, un MAI. Invece, Tedros, il figlio di Re Artù, mi ha solamente provocato una grande orticaria. Non mi è piaciuto come si è comportato nei confronti delle due ragazze e in generale. Vorrebbe essere migliore dei suoi genitori, ma in verità deve ancora crescere parecchio. 


Trovo che il punto di forza più grande di questo libro sia che i personaggi non sono buoni o cattivi al 100%. Nè Sophie, né Aghata, né i Sempre e i Mai appartengono esclusivamente ad una delle due fazioni. 
E questo è un messaggio bellissimo perché fa capire che, come nelle fiabe, anche nella vita reale, le persone non sono bianche o nere ma sono fatte da mille sfumature diverse. 
Il punto debole, a parer mio, è la lunghezza. L'autore ha scelto di tirare avanti certe questioni fino allo sfinimento e si poteva perfettamente ridurre il libro di almeno un centinaio di pagine. Senza alterare troppo la storia, per di più. 

In conclusione, non posso dire che L'accademia del Bene e del Male sia stato il libro più bello del 2017 ma non è stato nemmeno il più deludente.  È il primo volume di una serie perciò si può senz'altro migliorare e spero davvero che accadrà.
Mi è piaciuto abbastanza da lasciarmi la curiosità di continuare la serie. 

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Cosa ne pensate di questo mio sproloquio? Avete letto il libro e siete d'accordo con me oppure avete avuto un'altra impressione? 
Fatemi sapere, 
Leen  

Tavolo per due, #3 | "Carrie" di Stephen King

Ciao lettori, 
oggi vi propongo un nuovo appuntamento della rubrica mensile Tavolo per due. Questo mese la scelta del genere letterario toccava alla sottoscritta e, considerando l'avvicinarsi di Halloween, essa è ricaduta sull'horror. 
Volevo leggere qualcosa di terrificante che mi tenesse sveglia la notte e mi facesse aver paura anche della mia stessa ombra, ma ciò non è successo. 
Però manca ancora qualche giorno al 31 quindi posso sempre rifarmi. Perciò se avete titoli da consigliare, consigliate pure!



Carrie
di Stephen King
Bompiani
€ 14,00 (cartaceo)
Uscito il 5 aprile 1974
Carrie è un'adolescente presa di mira dai compagni, ma ha un dono. Può muovere gli oggetti con il potere della mente. Le porte si chiudono. Le candele si spengono. Un potere che è anche una condanna. E quando, inaspettato, arriva un atto di gentilezza da una delle sue compagne di classe, un'occasione di normalità in una vita molto diversa da quella dei suoi coetanei, Carrie spera finalmente in un cambiamento. Ma ecco che il sogno si trasforma in un incubo, quello che sembrava un dono diventa un'arma di sangue e distruzione che nessuno potrà mai dimenticare.


Non ricordo quando è stata l'ultima volta che ho letto un libro horror perché Carrie non è assolutamente un horror. Sinceramente non so nemmeno perché lo classifichino così, visto che non ha nemmeno un elemento che lo faccia rientrare nel genere. 


Partiamo dal presupposto che Carrie mi è piaciuta, sebbene qualche volta le avrei dato una bella strigliata o scrollata. È l'unico personaggio con cui è facilissimo entrare in sintonia. Una ragazza che non ha fatto nulla di male, almeno all'inizio, se non nascere nella famiglia sbagliata. Ha una madre che è completamente pazza che la ritiene figlia del peccato e, per questo motivo, la tortura e umilia costantemente. Per il modo in cui è stata cresciuta, poi, a scuola non si è mai fatta un amico ed è stata emarginata fin dagli inizi. Schernita, beffeggiata e bullizzata, Carrie è sempre stata la vittima sacrificale perfetta. Per il suo carattere chiuso, timido e per il suo essere un bel po' ingenua, non ha mai risposto alle angherie dei suoi compagni. Finché qualcosa non si è completamente spezzato dentro di lei e ha rilasciato tutta la rabbia che ha covato per anni e anni. 
Carrie voleva solo un po' di amore e sostegno, un po' di comprensione. Invece non ha ricevuto nulla di ciò né a casa né a scuola. 
Dei personaggi secondari non ce n'è stato uno che mi piacesse. Avrei voluto prendergli a schiaffi tutti quanti, dall'inizio alla fine, più di una volta ciascuno. Margaret White, in particolare modo. 


Gli aspetti che più mi hanno conquistata di questo libro sono i personaggi tremendamente realistici, sotto molti punti di vista, la drammaticità della storia e i temi molto forti e sempre (purtroppo) attuali: bullismo, emarginazione e fanatismo. Mi è piaciuta molto anche la componente soprannaturale e che fosse, sì, una parte fondamentale del libro ma non il perno di esso. 
Ciò che non mi è piaciuto proprio è l'alternarsi della storia ai ritagli di giornale e le interviste ai vari personaggi secondari alle vicende. Non sono affatto noiosi, tuttavia fanno perdere la linearità alla storia e preannunciano già che cosa accadrà alla fine. E, sì, okay, ce lo si può benissimo aspettare già dagli inizi come la storia si sarebbe conclusa, ma non fino a quel punto. Lasciare un alone di mistero mi sarebbe piaciuto molto di più.  
Un altro punto debole sono alcuni personaggi troppo stereotipati. Come Carrie che non è una bella ragazza ed è un po' ingenua e quindi la vittima perfetta o Christine, la più bella, popolare e ricca della scuola, che è una strega. Sono dei cliché che non mi aspettavo proprio di trovare, ecco tutto. 
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Cosa ne pensate di questo mio pensiero? Siete d'accordo con me? 
Fatemi sapere, 
Leen 

Tavolo per due, #2 | "La spia del mare" di Virginia de Winter

Ciao lettori, 
quest'oggi vi propongo un nuovo appuntamento della rubrica Tavolo per due. Il libro protagonista di questo post è La spia del mare di Virginia de Winter. Un libro che ho adorato nella prima lettura e che ora, complice la rubrica e il read along, ho riletto e ho apprezzato ancora di più!






La spia del mare
di Virginia de Winter
Mondadori
€ 9,99 (ebook) € 19,00 (cartaceo)
Uscito il 25 ottobre 2016
È il 1741. Mentre la scintillante e cosmopolita Repubblica di Venezia si prepara per le celebrazioni del Carnevale, una spia inglese di nome Cordelia Backson si mette sulle tracce di un feroce gruppo di assassini che celano la loro identità dietro le maschere della Commedia dell'Arte.
Cordelia è bella e pericolosa, in grado di maneggiare ogni tipo di arma, esperta di combattimento e di intrighi politici, ma ancora ignora che qualcuno progetta la distruzione della Serenissima. E che l'uomo a capo di questo efferato complotto è profondamente legato alla sua vita e a quella di ogni singolo componente della sua famiglia – i Giustinian. Sarà proprio ricostruendo ciò che è accaduto in passato che Cordelia si troverà a sciogliere gli enigmi che coinvolgono i suoi genitori e la sua gemella Cassandra.
Ma a tormentarla c'è anche altro: Cassian D'Armer, un giovane uomo alto e bruno di sconvolgente bellezza, il cui sguardo fiero e cupo intimidisce chiunque tenti di avvicinarlo e che il caso ha messo sulla sua strada.
Sarà Cassian ad accompagnarla nella sua missione insieme a tre amici: Alain de Mortemart, un aristocratico francese fuggito dalla corte di Versailles, il giovane abate Giacomo Casanova, libertino impenitente, e un nobile spagnolo in esilio volontario. Nessuno di loro è un cittadino gradito alla Repubblica, ognuno nasconde terribili segreti, ma, quando il pericolo incomberà su Venezia, il Doge non esiterà a reclutarli come spie, promettendo in cambio la grazia per i loro delitti e rischiando di portare alla luce il più oscuro tra i misteri che offuscano la storia della Serenissima.


Non sapevo nemmeno che ci fosse un genere letterario chiamato in questo modo. Tuttavia, però, controllando fra le varie letture fatte nel corso degli anni, ho scoperto che ho già letto libri di questo determinato genere e mi piacciono. 
Sono un po' ignorante in materia quindi non credo di poter rispondere a questa domanda in maniera molto esaustiva. Uno degli elementi che mi hanno conquistata de La spia del mare è senz'altro l'ambientazione e il modo in cui l'autrice l'ha descritta. Si nota che c'è stata molta accuratezza, soprattutto storica. Un altro elemento è sicuramente la parte ‘avventurosa’ del libro, con i suoi sotterfugi e duelli. 
Cosa non avrei inserito? Nulla. È stata una lettura perfetta. 


In questo libro ci sono tantissimi personaggi, ma i veri protagonisti sono tre: Cordelia, Cassandra e Cassian. 
Cordelia e Cassandra sono gemelle identiche nel fisico, tanto quanto diverse nella loro essenza. Cordelia è una spia e, come tale, è intelligente, arguta, furba e sfuggente, mentre Cassandra incarna perfettamente una qualunque nobildonna. Bellissima e fragile.  
Poi c'è Cassian D'Armer. Cassian è il fidanzato e promesso sposo di Cassandra, tuttavia non si è mai interessato molto a lei finché Cordelia non ha preso il suo posto e, di fatti, non si è mai accorto della differenza. Lui è bello e affascinante, tanto quanto è misterioso e pericoloso.   
I maggiori personaggi secondari in questo libro sono il padre delle gemelle che, personalmente, ho detestato e non intendo parlare in alcun modo di lui, e i gli amici di Cassian. Poi c'è anche James, l'amico e spia di Cordelia. 
Di tutti i personaggi quelli che sicuramente mi sono piaciuti di più sono stati Cordelia e Cassian e ho adorato le loro interazioni e i momenti in cui Cordelia lo prendeva per il sedere senza che lui si rendesse conto di nulla. Ho apprezzato molto anche le interazioni che Cassian ha avuto con i suoi amici e ciò che lo hanno aiutato a fare. 
Il personaggio che sicuramente mi ha intrigato di più è stato James. Di lui si conosce davvero poco! 


Ho già parlato più su di quali sono stati alcuni dei suoi punti forti, ovvero l'ambientazione e l'elemento avventura, però c'è da dire che il punto più forte del romanzo sono sicuramente i suoi personaggi. 
Punti deboli, sinceramente, non ne ho trovati. 

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Cosa ne pensate di questa recensione? Le risposte che ho dato concordano con ciò che avete pensato durante la lettura?
Fatemi sapere, 
Leen 

Tavolo per due, #1 | "L'orologiaio di Filigree Street" di Natasha Pulley

Ciao lettori, 
oggi inauguro una nuova rubrica e una nuova collaborazione con il blog Mille splendidi libri. Ogni mese io e Sofia sceglieremo un genere letterario comune e, in base a quello, sceglieremo un libro a nostra scelta. Ogni terzo mercoledì del mese, lo recensiremo rispondendo a tre domande. 
Il libro che ho scelto per il mese di agosto è L'orologiaio di Filigree Street di Natasha Pulley, un romanzo che volevo leggere fin dalla sua pubblicazione! 




L'orologiaio di Filigree Street (L'orologiaio di Filigree Street, #1)
di Natasha Pulley
Bompiani
€ 9,99 (ebook) € 19,00 (cartaceo)
Uscito il 22 marzo 2017
Londra, 1883. Thaniel Steepleton, giovane, modesto telegrafista al ministero dell'Interno, una sera trova un dono anonimo sul cuscino del suo letto: un orologio d'oro. È proprio l'orologio, strillando, a salvarlo dall'esplosione di un ordigno che devasta un pub. Thaniel si trasforma in investigatore antiterrorismo e rintraccia l'artigiano che ha creato il prodigioso manufatto: si chiama Keita Mori, viene dal Giappone e nel suo laboratorio in una stradina di vecchie case a Knightsbridge prendono vita straordinari esseri meccanici, prodigi luminosi, uccelli di bronzo, un polpo rubacalzini. L'incontro con Mori - e quello con Grace Carrow, brillante studentessa di fisica che cerca di combattere i pregiudizi per diventare scienziata e scoprire la verità sull'etere luminifero - cambierà la vita di Thaniel. Tre personaggi che non sono mai quello che sembrano, un passato - e un futuro - che uniscono in modo singolare l'Inghilterra all'estremo Oriente, una miscela specialissima di storia e magia per un romanzo d'esordio che sfugge alle etichette e chiede al lettore di stare al gioco senza riserve.


Il genere

È un genere letterario che leggi spesso? All'interno del libro, quali elementi del genere ti hanno conquistata e quali non avresti inserito?
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Sì e no. Il fantasy è sicuramente il genere predominante di questo romanzo, ma i due sottogeneri più incisivi sono lo steampunk e il realismo magico. E questi ultimi due generi non li leggo molto spesso. Non perché non mi piacciano, perché mi piacciono eccome, ma perché non trovo molti libri che mi ispirino. 

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I personaggi

Che cosa ne pensi del protagonista e delle interazioni che ha con i personaggi secondari?
Nel libro sono presenti tre protagonisti - Thaniel, Grace e Mori - e tantissimi personaggi secondari che, a seconda del momento e del contesto, hanno interazioni con tutti e tre. Thaniel Steelpeton è un giovane impiegato telegrafista al Ministero degli Interni  che ha dovuto abbandonare la sua passione per la musica e mettere tutti i suoi sogni nel cassetto per aiutare la sorella, rimasta vedova e con due figli a carico. 
Keito Mori è un orologiaio di origini giapponesi nobili ed è il proprietario di un negozio in cui costruisce meravigliose invenzione (come Katsu, il polpo da compagnia meccanico). Lui è un personaggio molto particolare ed è la chiave di tutto. Non è un caso, infatti, che il libro sia intitolato con il suo titolo. 
Grace Carrow è una studentessa all'ultimo anno di fisica ad Oxford che studio l'etere lumifero e cerca di contrastare con tutte le sue forze le convenzioni dell'epoca. Infatti, in quanto donna, lei non ha alcun diritto e la sua massima ambizione dovrebbe essere quella di sposarsi e figliare, non di costruire nuovi strumenti e fare nuove scoperte. Ma Grace è anticonformista e ribelle, a un cuore che scalpita per la fisica e la scienza, e non ha alcuna intenzione di sottostare al volere di nessuno se non al proprio.  
Le vite dei tre protagonisti, così diversi e così lontani, si uniranno dopo che Thaniel troverà un orologio d'oro sul suo letto. Apparentemente, non funziona, ma quando si animerà improvvisamente, salvandolo da un'esplosione in cui certamente avrebbe perso la vita, Thaniel decide di improvvisarsi detective e di scoprire chi lo ha costruito, perché è stato dato proprio a lui e se ha un collegamento con gli attentati che Londra sta subendo. 

I personaggi secondario sono tanti, ma quelli che hanno sicuramente più rilevanza all'interno della storia sono tre. Il signor Ito, un vecchio amico di Mori. Matsomuto, un giovane nobile giapponese amico di Grace, e Dolly Williamson, un commissario di Scotland Yard e amico di Thaniel. Poi, ovviamente, c'è anche Katsu che, sì, sarà una macchina e quindi inanimata, ma ha moltissima scena e le sue interazioni con i tre protagonisti, soprattutto con Mori e Thaniel, sono divertentissime! 

Il libro in generale

Quali sono i punti di forza e i punti deboli del libro, nel suo complesso?
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L'orologiaio di Filigree Street è stata una lettura molto, molto interessante e originale, tuttavia il libro non è privo di difetti. La cosa che sicuramente mi è piaciuta meno è la narrazione lentissima. A causa di ciò, per gran parte del libro, si ha l'impressione che non sia successo niente - che, comunque, corrisponde effettivamente alla realtà, se si tiene conto che non ci sono nemmeno tanti colpi di scena - e che il libro non abbia alcuna intenzione di andare a parare da qualche parte. A lettura ultimata, ovviamente, tutti gli ingranaggi vanno al posto giusto e si comprende come tutto sia stato orchestrato fin dalla prima pagina; però comunque rimane questo senso di pesantezza. Questo è sicuramente un punto debole del libro poiché se solo la narrazione fosse stata un pelo, ma proprio un pelino, più scorrevole, la storia sarebbe risultata senz'altro più avvincente. 
Il secondo grande punto debole sono i personaggi. Piaciuti tutti quanti, sia chiaro,  e risultano ben caratterizzati, tuttavia sembra che anziché trasformarsi ed evolvere, come è giusto che sia, si perdano un po' troppo e subiscano un leggero cambio di personalità. 
Infine, per non dare troppe informazioni, non mi è piaciuta la piega che ha preso la storia verso la sua conclusione. Non sto parlando del finale vero e proprio, ma della piega che la storia ha preso prima. Quello che Grace farà l'ho trovato troppo fuori dal contesto e dallo stesso personaggio, e qui mi ricollego al secondo punto debole, ma in particolare modo ho trovato l'identità dell'ideatore delle bombe troppo banale. 
Però, come ogni altro libro, anche questo ha moltissimi punti forti. 
Prima di tutto l'ambientazione che è veramente magica. Ci ritroviamo in una Londra che ha il sapore della nostra, o comunque di quella che abbiamo letto nei libri di storia o nei romanzi storici, ma che è diversa nel medesimo momento. La narrazione è, sì, lenta, ma lo stile dell'autrice risulta essere molto fluido e concorde con il periodo storico. I personaggi sono ben delineati e si nota che c'è stato uno studio approfondito per dare loro la giusta caratterizzazione. Infine, ma non meno importante, l'idea su cui si basa la storia. L'ho trovata molto originale e ben fatta. 

In conclusione, questo è un libro che sicuramente ha dei difetti, e credo che sia anche normale considerando che è il romanzo d'esordio dell'autrice, ma che ha anche tantissimi punti di forza. Io mi sono focalizzata su quelli e, spero, che vi ci focalizziate anche voi, motivo che mi spinge a consigliarvelo fortemente! 

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Cosa ne pensate di questa recensione? Avete già letto il libro e siete d'accordo con me oppure non lo avete ancora fatto? 
E della nuova rubrica, cosa mi dite? Vi piace? 
Fatemi sapere, 
Leen