BlogTour | "Il Rintocco" di Neal Shusterman

Buongiorno lettori! Oggi si conclude il blog tour creato per l'uscita di Il Rintocco di Neal Shusterman, ultimo volume de La Trilogia della Falce. La mia tappa di oggi consiste nell'intervistare due lettrici della trilogia. Siete curiosi di scoprire cosa hanno da dire? 


Il Rintocco (La trilogia della Falce, #3)
di Neal Shusterman
Mondadori
€ 12,99 (ebook) € 24,00 (cartaceo)
Amazon | Goodreads
Uscito il 30 marzo 2021

Da tre anni Citra e Rowan sono scomparsi: da quando cioè la falce Goddard ha assunto il potere e il Thunderhead si è chiuso in un silenzio che solo Greyson Tolliver riesce a infrangere. La città-isola di Endura, il "cuore pulsante" della Compagnia delle falci, è perduta, affondata per sempre nelle acque dell'oceano, e con lei le Grandi falci. Davvero sembra che ormai nulla possa impedire il dominio assoluto di Goddard, nominato Suprema Roncola della MidMerica. E, mentre gli echi della Grande Risonanza scuotono ancora il cuore della Terra, la domanda è una sola: c'è ancora qualcuno in grado di fermare il tiranno? Gli unici a saperlo sono la Tonalità, il Rintocco e il Tuono.


 INTERVISTA DOPPIA 

Diciamo ciao a Maria Cristina e Alessandra che sono state così carine da lasciarsi intervistare. Grazie mille ragazze :)
 
1. La prima domanda è abbastanza semplice: in generale, cosa ti è piaciuto e cosa non ti è piaciuto di questi tre libri?

Maria Cristina: Ciao Ele, grazie mille a te per questa intervista. Falce è un distopico che mi ha colpito sin dalla prima pagina per la proiezione verso una umanità eterna, proiettata a una vita scandita da ritmi e tempi inesorabilmente fermi. Ho apprezzato lo stile narrativo e i vari personaggi inseriti nel contesto della storia. Forse mi è mancata una maggiore attenzione proprio a quest'ultimo aspetto. Tra i due protagonisti nasce una storia d'amore, percepiamo il legame ma non lo viviamo. Forse l'autore avrebbe dovuto concentrarsi anche su questo aspetto.


Alessandra: Secondo me Shusterman si è perso per strada. È partito con un’idea che si reggeva a fatica, ma che poteva funzionare nel momento in cui si voleva offrire al lettore una riflessione originale sulla vita e sulla morte, ma poi si è perso. Se in Falce in qualche modo c’è qualche spunto di riflessione sul ruolo delle Falci nella società, nei libri successivi questi sono sostanzialmente lasciati da parte e sempre più importanza è data al mostrare come l’idea originale che è alla base della Compagnia sia fallimentare, perché gli uomini non riescono a contrastare le loro pulsioni più individualistiche ed egoistiche.


Shusterman inizia quindi a fare confusione e lascia da parte ogni riflessione per concentrarsi su una lotta di potere tra personaggi. Riempie i buchi di trama con altri buchi di trama e si affida a risoluzioni moooolto convenienti e mooooolto comode per portare la


2. Fra personaggi "principali" e "secondari", di quali ti hanno convinta di più le storyline?


Maria Cristina: Sicuramente i personaggi a cui mi sono più affezionata e che ho trovato funzionali alla storia sono stati Citra e Rowan. Indubbiamente, dal secondo libro grande rilevanza ha avuto anche il Thunderhead, l'intelligenza artificiale che si occupa di servire, guidare e proteggere l’umanità.


Alessandra: Se me l’avessi chiesto dopo aver finito Thunderhead avrei risposto Greyson senza indugio. Purtroppo Shusterman tende a categorizzare i personaggi: o sono buoni in tutto e per tutto o sono cattivi in tutto e per tutto e senza nessun motivo se non la sete di potere personale, con talmente poche eccezioni (in effetti mi viene in mente solo Madame Rand) che però risultano incoerenti con la storia.

Greyson non fa eccezione: era un personaggio coerente e ben costruito, ma nel Rintocco si è visto affibbiare il ruolo di santone, passando da ragazzo piccolo e fragile a modello di incorruttibilità, superiorità morale e perfezione che ne sa sempre una in più degli altri e del Thunderhead e questo non solo l’ha snaturato, ma l’ha anche reso meno convincente.


3. Qual è il personaggio con cui ti sei sentita più in sintonia? Sei stata d'accordo con tutte le sue scelte?


Maria Cristina: Citra, o anche Madame Anastasia, credo sia il personaggio che ho apprezzato di più. Leale, determinata, compassionevole, giusta, Citra ha un cuore buono e Ha saputo parlare a quei tratti caratteriale che abbiamo in comune.


Alessandra: Probabilmente avrei risposto Greyson, perché era l’unico che davvero mostrasse una certa profondità, ma il Rintocco me l’ha rovinato.

Devo quindi dire che mi sono sentita più in sintonia con Munira, studiosa costruita in maniera particolarmente realistica, restia al cambiamento, preda di gelosia e rammarico come ogni essere umano. Tra tutti, è il personaggio che alla fine della trilogia si rivela più realistico, anche se compare molto poco. Menzione d’onore anche per Loriana!


4. Qual è stata l'idea vincente dell'autore e invece in quale aspetto si è un po' perso?


Maria Cristina: Come dicevo prima, l'autore ha costruito una trama a rete davvero geniale. Ci vengono presentate diverse situazioni, altri personaggi che, seppur appaiano quasi sconclusionati tra loro, alla fine si intrecciano. Ciò racchiude la soluzione sui generis che mi ha particolarmente colpita. Tuttavia, questo allargamento dei PoV e della trama può provocare una certa confusione nel lettore che magari si aspetta di restare nel radar dei due protagonisti. Citra e Rowan, pur restando in orbita, diventano satelliti e questo, per chi li ha amati, è un boccone amaro da mandare giù. 


Alessandra: Penso che l’idea vincente di Shusterman fosse proprio una distopia dove la morte non esiste più e dove gli umani sono costretti a trovare un modo alternativo per combattere il sovrappopolamento. Non particolarmente originale, ma sempre interessante. 

Purtroppo, l’autore ha saputo sviluppare l’idea adeguatamente cadendo in un’incoerenza dopo l’altra. Alcune domande che sono rimaste irrisolte, per esempio, sono…

Perché la morte è affidata agli uomini quando il Thunderhead è capace di decidere in maniera infinitamente più obiettiva di loro?

Perché viene detto che è il sistema economico del libro è solo un’ “illusione” dato che il Thunderhead provvede a tutto, ma esiste e circola il denaro, esiste il lavoro e esistono, per esempio, delle scuole dove dei professori umani insegnano?

Come è stata costituita la Compagnia delle Falci e come ha fatto l’umanità ad accettarne l’esistenza? Viene detto che anche gli oppositori si sono dovuti arrendere alla sua esistenza perché ormai inevitabile, ma come può essere possibile una cosa del genere?

Perché il Thunderhead che è una macchina obiettiva ed imparziale, in alcuni ambiti non interviene, preferendo l’inefficienza umana anche quando è evidente che un suo intervento migliorerebbe radicalmente le cose, e al contrario in altri forza la mano? E, soprattutto, perché quando sceglie di non intervenire, alla fine interviene ugualmente nemmeno fosse un bimbo impaziente? 

(Perché è la cosa più efficiente da fare? Okay, ma allora non posso accettare che la morte sia un peso che gli umani debbano portare da soli, perché semplicemente non è vero: è solo un’inefficienza e come tale agli occhi della IA non dovrebbe avere senso di esistere.)


Perché alcuni personaggi preferiscono non rivelare ciò che sanno e far fare ai protagonisti lunghissime ricerche facendo perdere tempo a tutti?


Insomma, un po’ un pastrocchio dal punto di vista della coerenza.


5. Infine, sei stata contenta di aver iniziato a leggere Falce o pensi che sia stato tutto una perdita di tempo?


Maria Cristina: La trilogia di Shusterman è stata una vera sorpresa. In un panorama fantasy in cui spesso si ricorre a cliché di storie ben più famose, l'autore ha presentato un progetto originale e per me ha dimostrato che si può vincere anche senza grandi storie d'amore, senza soluzioni facili, ma solo utilizzando la creatività dell'azione. Ho adorato questa serie.


Alessandra: Alcune riflessioni sono interessanti e meritevoli, moltissime altre no. In definitiva, mi mangio le mani perché allo stato attuale delle cose non è stato tempo speso ottimamente, ma avrebbe anche potuto esserlo se Shusterman avesse dedicato un po’ più di tempo alla definizione e alla costruzione del suo mondo.


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